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Vi prego, insegnate la grammatica!

Vi prego, insegnate la grammatica! - Didattica & Comunicazione

Questo più che un suggerimento è un accorato appello: per favore, insegnate la grammatica!

Oggi tutte le aziende prevedono per i loro dipendenti un progetto di definizione obiettivi. Ne sono avulsi solo gli operai di basso livello, che però sono comunque coinvolti nei piani generali dell’Azienda.

Saper definire gli obiettivi è quindi doveroso, e saperli leggere (o, eventualmente, contestare, è diventata una necessità: agli obiettivi sono legati incentivi economici, quote variabili di stipendio, possibilità di carriera!

Molte aziende inoltre prevedono percorsi di coaching per i loro funzionari e corsi di comunicazione per ottimizzare le relazioni interne e rendere più efficiente la struttura.

Non voglio entrare nei dettagli del cosa si fa, né entrare nel merito se sia giusto o sbagliato, utile o inutile: vi do questa informazione come semplice dato di fatto.

A me è capitato di definire obiettivi, per me o per persone che lavoravano con me, ed ora, da consulente, mi capita di collaborare con diverse Aziende sia facendo coaching che supportando la definizione di obiettivi.

Ed ora, mettetevi nei miei panni per un momento.

La miglior definizione di come si formula un obiettivo è la seguente:

gli obiettivi si scrivono in prima persona singolare, usando l’indicativo presente. Un obiettivo deve essere misurabile, ma non è necessario che lo strumento di misurazione sia indicato nell’obiettivo stesso: può essere una frase a parte. L’obiettivo deve invece contenere la specifica del tempo entro cui deve essere raggiunto.”

Ed è a questo punto che, spesso, penso agli insegnanti delle scuole primarie.

Perché trovo sguardi persi davanti all’espressione “indicativo presente”, e talvolta anche davanti alla dicitura “prima persona singolare

Così esemplifico:

“OK. Io raggiungo … Che cosa? Aggiungi tu il complemento oggetto!”

Ed ecco che ho fatto un’altra gaffe. Il termine complemento oggetto crea un improvviso panico.

Non sto parlando con la centralinista (senza nulla togliere alle centraliniste) che, però, avendo fatto la scuola dell’obbligo potrebbe essere perfettamente informata su indicativo presente e complementi di vario tipo. Spesso queste espressioni di disappunto le trovo in persone che possono tranquillamente esibire il proprio certificato di laurea, ed eventualmente anche il master.

In caso di coaching è anche peggio, ma di questo vi racconterò prossimamente.