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Punti di contatto

Punti di contatto - Didattica & Comunicazione

Si sa, ci sono materie che amiamo alla follia, e altre che proprio non vanno giù.

A volte il motivo va cercato nell’insegnante, ma non sempre.

Ciò che invece accade, quasi sempre, è che se il nostro cervello si blocca, dobbiamo trovare il modo per fargli fare “click”.

Il click a cui mi riferisco potrebbe essere anche chiamato un momento di illuminazione. Nel coaching è frequentissimo: si passano ore a comprendere, migliorare, ragionare, esaminare, discutere, e poi, in pochi secondi, si fa click.

Questo vale sia per il coach che per il coachee (colui che si sottopone al coaching): dopo tanti ragionamenti arriva un attimo, un istante, di comprensione. Da quel momento il problema è praticamente risolto e l’obiettivo è sostanzialmente raggiunto: si tratta solo di avere la costanza di perseguire la nuova strada (idea, comportamento, identità) appena identificata.

Se uno studente ama una materia e ne detesta un’altra, si può tentare di fargli fare click.

La collaborazione tra i due insegnanti è l’elemento chiave: insieme si presentano, o si fanno identificare, all’alunno i punti di contatto tra le due materie.

  • Amo la filosofia, ma detesto la fisica? Alcune note di filosofia delle scienze potrebbero sbloccare la situazione.
  • Adoro la chimica, ma la matematica non mi va giù? Le applicazioni di matematica alla risoluzione di problemi di chimica potrebbero aprire una nuova porta.
  • Impazzisco per la musica, ma odio la letteratura? Ci sono notevoli esempi di illustri autori che hanno scritto testi poi musicati, e molti testi di canzoni sono vera poesia.

Io credo possa essere divertente anche per gli insegnanti, che per qualche momento vanno al di là della routine quotidiana, e per tutta la classe, che vede ampliare la loro mappa del mondo.