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Prepararsi al concorso

Prepararsi al concorso - Didattica & Comunicazione

Volete prepararvi ad un esame o ad un colloquio importante? Studiare non è tutto! Ecco alcuni ulteriori suggerimenti.

Per prepararsi al concorso bisogna studiare. Questo è un dato di fatto. E poi? È noto che ci sono persone che agli esami, o ad un colloquio importante, danno il meglio di sé, ed altri che non riescono a dimostrare neanche ciò che sanno benissimo.

Io ero una di questi. Addirittura per molti esami universitari ero presa da veri e propri attacchi di panico. E sì che studiavo, e tanto. Ho imparato solo a università finita ciò che Madre Natura mi aveva negato, ma di cui aveva fatto abbondante dono a mia sorella: mostrare almeno ciò che sapevo.

Si tratta di piccoli trucchi, molti semplici da imparare.

L’ideale è cominciare almeno alcune settimane prima.

Il primo passo è acquisire tranquillità, e serve anche per studiare meglio: qualche minuto di rilassamento ogni giorno. Meglio ancora se imparate ad andare in stato alfa (trovate qualche esercizio anche su questo sito, ma serve anche fare una passeggiata camminando in silenzio e in luogo tranquillo).

Lo stato alfa favorisce il collegamento tra i due emisferi cerebrali, aumenta la concentrazione, la creatività e il problem solving.

Poi è importante esercitare la comunicazione non verbale e paraverbale: il linguaggio del corpo e l’uso della voce.

Sono ben poche le persone capaci davvero di ascoltare, e gli esaminatori non fanno eccezione. La maggior parte delle persone basa la propria impressione non sulle parole che vengono pronunciate, ma proprio sulla comunicazione non verbale e paraverbale. Non si tratta solo di “distrazione”!  Vi ricordo che più del 90% di una comunicazione afferisce proprio a questi due elementi.

Esercitatevi quindi a parlare  mantenendo un tono di voce calmo e convincente: pronunciate bene le parole, mantenete un tono medio (evitando sia di urlare che di bisbigliare). Attenzione, poi, alla frequenza con cui parlate: abituatevi ad essere flessibili e, all’esame, l’ideale sarebbe quello di usare la stessa frequenza della persona che vi fa la domanda, o della persona più autorevole tra chi vi ascolta. Questa sorta di “ricalco” ha solitamente l’effetto di rendere gli ascoltatori più ben disposti.

Fate in modo che la voce non diventi mai tremula o più acuta: entrambe queste modalità manifestano insicurezza. Se dovesse succedere, simulate un colpo di tosse e tenete pronta una pastiglia per il mal di gola, da assumere in modo plateale, scusandovi, e spiegando che avete mal di gola.

Anche il linguaggio del corpo trasmette spesso insicurezza. Ascoltate le domande evitando accuratamente le braccia conserte: equivarrebbe a dichiarare che temete alcune domande!

Sarebbero da evitare anche le gambe accavallate, sia perché possono essere lette come desiderio di protezione (esattamente come le braccia conserte) sia per evitare il rischio di ritrovarvi a dondolare un piede. Se, invece, subite l’interrogazione stando in piedi, evitate assolutamente qualunque dondolio del corpo!

Attenzione a tutti i movimenti ritmici (dondolii, giocherellare con una penna): trasmettono che avete paura.

Evitate anche di portare le mani al viso, per lo stesso motivo. Mostratevi quindi sempre “saldi come una roccia”, e il più è fatto!