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Padronanza personale: né colpe né alibi

Padronanza personale: né colpe né alibi - Didattica & Comunicazione

Questo è, secondo me, uno degli elementi fondamentali della padronanza personale.

Non so dirvi, in assoluto, quanto possa essere considerato importante, ma so che affrontare questi due aspetti: le colpe e gli alibi, è stato fondamentale per la mia qualità di vita e ha indotto potenti cambiamenti strutturali nel mio modo di pensare. Non è stato facile, ma ne è valsa assolutamente la fatica.

Colpe e alibi sono apparentemente disgiunti: le colpe fanno parte, ovviamente, della ricerca del colpevole, che potremmo anche essere noi. Gli alibi appartengono invece al grande gruppo del perché facciamo qualche cosa. Due elementi diversi, a mio avviso strettamente concatenati.

Cos’hanno in comune? Entrambe danneggiano pesantemente il benessere, la qualità di vita. Entrambe sono meccanismi appresi, totalmente estranei al pensiero del bambino, almeno fino a quando non si intromette il mondo degli adulti. Entrambe inibiscono la consapevolezza, la libertà e il cambiamento.

E, secondo me, sono strettamente collegati perché se non ci sono colpevoli, non sono più necessari gli alibi.

La ricerca del colpevole è concatenata col concetto di giusto posto come alternativa a sbagliato. Attenzione: non intendo “giusto” come alternativa a ingiusto: modalità assolutamente valida di esaminare le cose, e neanche giusto nel senso di “corretto” come può essere un compito, un’operazione matematica, o seguire una regola grammaticale.

Ciò che contesto, che danneggia la consapevolezza e la padronanza personale, è quel concetto di giusto contrapposto a sbagliato che induce alla ricerca di approvazione esterna, di complimenti, di giudizio (che, ovviamente, desideriamo sia positivo). Da bambini questo meccanismo genera sicurezza, ma se è eccessivo e assolutistico inibisce l’autocritica o favorisce la ribellione distruttiva. In termini educativi è molto più utile aiutare a ragionare su motivazioni e conseguenze delle proprie azioni: il bambino, che per sua natura è portato al pensiero sistemico, è ampiamente in grado di farlo!

Se ci sono colpe, devono necessariamente esistere alibi e giustificazioni. Peccato però che, poco alla volta, ci abituiamo a cercare alibi anche con noi stessi. “non posso farlo perché …” è una delle frasi più tristi che esistano, paragonabile solo al “devo farlo”. Se mi convinco che “non posso” non cercherò mai una strada per fare qualcosa che desidero, e lentamente, ma inesorabilmente, dimenticherò le ragioni per cui non potevo e smetterò anche di coltivare sogni e desideri. Per l’adulto è quindi indispensabile ri-abituarsi  a pensare in termini di “non posso ancora farlo perché …” o, meglio ancora, “non voglio farlo ora perché preferisco …

Questo tipo di pensiero obbliga a rivedere di volta in volta le proprie priorità, desideri, sogni, e possibilità di realizzarli.

In termini educativi sarebbe opportuno aiutare il bambino a non entrare nel mondo degli alibi fittizi, e aiutarlo a ragionare ogni qual volta si esprime in termini di “posso “ o “non posso” cercando le motivazioni profonde. “Non posso farlo perché la mamma non vuoleè molto più costruttivo se il bambino è consapevole che più che ubbidire ad un ordine sceglie liberamente di far felice la mamma, sostituendo l’amore alla paura.

Eliminando gli alibi si crea il circolo virtuoso: non è più necessario cercare un colpevole. Il concetto di colpa viene così sostituito dal concetto di responsabilità, analisi dei fatti, esame delle cause e delle conseguenze. E, con pazienza, si passa da un meccanismo di azione totalmente reattivo ad una vita proattiva.

Per gli adulti è più difficile che per i bambini. Noi ci scontriamo con abitudini consolidate, e soprattutto ci scontriamo con quell’affermazione dell’ego di cui l’innocenza del bambino è totalmente estranea. Provate ora ad indagare tutti i “non posso” o “devo / non devo” che sono diventati abitudini della vostra vita, sostituendoli con voglio o non voglio, esplorando i reali, profondi, desideri della vostra vita. Credetemi: è un bel modo per sperimentare una libertà costruttiva.