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Padronanza personale e Auto-motivazione

Padronanza personale e Auto-motivazione - Didattica & Comunicazione

Fate parte di quell’enorme numero di persone che attendo che qualcuno li motivi?  Mi spiace deludervi, ma la vera motivazione è quella che viene dall’interno!

La capacità di auto motivazione è uno degli elementi della padronanza personale strettamente connesso alle altre discipline. Infatti per trovare interiormente motivazione è necessario avere una vision, essere liberi, o almeno consapevoli,  da modelli mentali vincolanti, pensare in maniera sistemica avendo chiaro il quadro generale delle nostre azioni e di come le nostre azioni, anche apparentemente più piccole o inutili, sono importanti per condurci alla realizzazione della vision.

Ciò non significa che gli altri non possano fare nulla,  e tantomeno che capi, genitori o professori non abbiano la responsabilità di supportare la motivazione delle persone che sono loro affidate. Tutt’altro!

Significa solo che per contribuire alla motivazione altrui dobbiamo trovare input, meccanismi o stimoli che li inducano a trovare motivazione interiore e che, per noi stessi, possiamo essere motivati anche se il resto del mondo non ci supporta.

Ma andiamo con ordine.

Esistono diverse modalità per sviluppare l’auto motivazione. Su questo argomento sono stati spesi, anche da me, fiumi di inchiostro, quindi mi limito ad alcuni accenni:

  • Iniziare la giornata dicendovi che vi volete bene (un cappuccino al bar o un cioccolatino possono essere sufficienti, volendo)
  • Ponetevi ogni giorno almeno un traguardo raggiungibile
  • Sviluppate la vostra vision, il vostro sogno a lungo termine
  • Cercate un collega simpatico e, invece di impiegare il tempo insieme lamentandovi, ideate un progetto da costruire insieme
  • Gestite bene il vostro tempo, dando spazio alle cose importanti invece che limitarvi a rincorrere quelle urgenti
  • Sappiatevi ritagliare momenti per voi e, se proprio il lavoro non gira, non fustigatevi
  • Sappiate però pretendere risultati da voi stessi! L’eccessiva indulgenza verso se stessi è fonte di problemi come l’eccessiva severità
  • Identificate i vostri valori, chiarite la vostra identità, e ogni tanto fate manutenzione e pulizia

E poi c’è l’elemento importante del peso da dare a ciò che il mondo pensa di voi.

Per tutta la vita siamo soggetti a giudizi, valutazioni, opinioni, …

I giudizi (che, per intenderci, sono quelli che generalmente vengono espressi usando il verbo essere: sei bello, sei bravo, non sei bravo, …) dovrebbero sparire. Sono spesso dannosi, e quasi sempre inutili. Giudicare è un’attività estremamente diffusa, ma poco produttiva.

I feedback sono invece molto utili. Tuttavia il mio suggerimento è di ascoltare feedback e giudizi con la consapevolezza che due cose sono assolutamente vere:

  • ad ogni valutazione positiva su di voi ne può facilmente corrispondere una negativa. Non potrete mai essere simpatici o graditi a tutti, ma altrettanto difficilmente potrete essere rifiutati da tutti
  • dimenticate il vecchio pregiudizio del “io mi conosco bene! So come sono fatto!” gli occhi di chi vi guarda, o le orecchie di chi vi ascolta, possono scoprire qualcosa di voi che non conoscete, o che rifiutate di accettare.

Cerchiamo però di essere costruttivi! È possibile cambiare noi stessi, i nostri comportamenti, e persino, in buona parte, il nostro carattere. Se lo vogliamo veramente! Non è possibile, invece, “cambiare gli altri”. Ascoltate quindi tutto, riflettete, soppesate, e poi … decidete. Cosa ha a che fare questo con la motivazione? Moltissimo, perché a tutti accade di sentirsi demotivati e delusi aspettandosi ringraziamenti e ricevendo critiche, o di sentirsi al settimo cielo a fronte di complimenti …

Ma essere in balìa del pensiero altrui è poco costruttivo!

E, come insegnanti, cosa è possibile fare? Se non è possibile motivare gli studenti …

Ciò che è possibile, e doveroso, fare è aiutare ogni singolo studente a trovare la motivazione interiore. Ci sono studenti che necessitano di sprone, altri di sicurezza, altri di sfide, e tutti di una visione personale per dare il massimo. E poi una visione condivisa affinché la classe diventi una struttura che apprende.

Ruolo e compito ambizioso, sfidante, e secondo me fortemente motivante per qualunque educatore!