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Imparare e insegnare

Imparare e insegnare - Didattica & Comunicazione

Nella ricerca della saggezza il primo stadio è il silenzio, il secondo l’ascolto, il terzo il ricordo, il quarto la pratica, il quinto l’insegnamento. Salomon IBN Gabirol

Quando ho letto per la prima volta questa frase di un antico studioso della Cabala ebraica Nella ricerca della saggezza il primo stadio è il silenzio, il secondo l’ascolto, il terzo il ricordo, il quarto la pratica, il quinto l’insegnamento ho creduto di capire per quale motivo, nonostante le tradizioni di famiglia, mi fossi sempre rifiutata di insegnare, e parlo di insegnare nel senso più ampio del termine.

Io amo il silenzio, mi piace ascoltare, sono curiosa e quindi sperimento, ma sono sempre piena di dubbi, quindi so che non posso arrivare ad uno stadio di saggezza tale da poter insegnare.

Poi il destino, i casi della vita, mi hanno portato ad essere spesso nella situazione di insegnare. E mi sono resa conto che insegnando si fanno incredibili scoperte.

Perché il rischio dell’abitudine, della convinzione, è sempre presente.

E quando si impara, qualunque cosa, si finisce per considerarla appresa e darla per scontata, come se non avesse più nulla da offrirci.

Se, invece, ci si pone ad insegnare quella stessa materia, si scopre che esistono ancora molti aspetti da approfondire, sfaccettature da vedere e scoperte da fare.

Attenzione, però, a non entrare nel circuito del “giusto – sbagliato”. Non dovete mai considerare “giusto” ciò che insegnate, da contrapporre allo “sbagliato” di chi vede le cose diversamente.

Insegnando è possibile scoprire tutte le sfaccettature che ti offrono coloro che imparano.

Ed è così che si scopre come l’impensabile sia assolutamente possibile, l’ignoto sia reale.