Home » Scuola e Comunicazione » Genitori contro: perché?

Genitori contro: perché?

Genitori contro: perché? - Didattica & Comunicazione

Continua l'analisi dei rapporti tra genitori e insegnanti. Leggi anche Genitori contro e Genitori contro cosa fare

Nell’articolo precedente ho dichiarato che

  • le motivazioni che spingono le persone ad avere uno specifico atteggiamento o comportamento sono molte di più dei possibili atteggiamenti o comportamenti che risultano evidenziabili.

Cosa significa questa frase e quali implicazioni ha?

In un rapporto come quello tra genitori e insegnanti, i genitori possono, semplificando, avere alcuni atteggiamenti:

  • collaborazione
  • disinteresse
  • ostilità
  • apertura
  • chiusura
  • intromissione

A ben guardare, la collaborazione fa parte degli atteggiamenti di apertura, mentre l’ostilità fanno parte degli atteggiamenti di chiusura.

Atteggiamenti e comportamenti possono essere a grandi linee riassunti in una decina di modalità diverse tra loro, e anche volendo entrare nei dettagli troviamo poco più di 10 diversi modi per esprimerli.

Le cause, le motivazioni, di questi comportamenti sono molte di più.

La collaborazione può essere motivata da reale interesse per il figlio, da generico desiderio di partecipazione, dalla capacità di un singolo insegnante di coinvolgere il genitore, dalla volontà dell’intero collegio docenti di una classe di coinvolgere i genitori, dai genitori di altri alunni che riescono a rendere partecipi gli altri, dal sistema scolastico nel suo complesso, o nella figura dei dirigenti scolastici o del rappresentati dei genitori.

Ma esistono anche forme di collaborazione che nascondono desideri di intromissione, voglia di controllo, bisogno di “far parte” di qualcosa, rivalità con altri genitori o con specifici insegnanti. E questo è solo un elenco parziale. E per ogni comportamento possiamo indagare e trovare numerosissime motivazioni.

Prendiamo in esame il comportamento più deplorato dagli insegnanti nell’indagine che è alla base di questa serie di articoli.

I genitori sono più interessati a proteggere i figli piuttosto che a sapere come vanno a scuola.

Prendiamo questo comportamento come un dato di fatto, senza metterlo in discussione.

Quali possono essere le motivazioni di questo comportamento?

  • Senso di colpa vero i figli perché non viene dedicato loro abbastanza tempo
  • Autodifesa perché se il figlio ha difficoltà il genitore dovrebbe intervenire, e non ne ha voglia o tempo
  • Sfiducia verso gli insegnanti nel loro complesso
  • Sfiducia verso gli insegnanti del figlio
  • Sfiducia nei confronti del sistema scolastico
  • Senso di inutilità della scuola in generale
  • Sensazione di fallimento personale che viene trasferita sul sistema scolastico (ho studiato tanto, e non mi serve a nulla)
  • Traumi derivanti dalla loro personale frequentazione della scuola
  • Difficoltà nel pensare o progettare il futuro, proprio o dei propri figli

Potrei continuare, ma penso che sia sufficiente.

Ciascuna delle motivazioni indicate porta allo stesso comportamento evidente: proteggo mio figlio, voglio che vada bene a scuola, ma non desidero impegnare me stesso per far sì che ciò avvenga.

Affrontare il comportamento senza comprenderne le motivazioni non porta a risultati costruttivi, ma potrebbe portare alla rottura dei rapporti o alla rissa.