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Genitori contro: cosa fare?

Genitori contro: cosa fare? - Didattica & Comunicazione

Gli insegnanti hanno dichiarato di non sentirsi supportati dai genitori.

Gli insegnanti hanno dichiarato di non sentirsi supportati dai genitori. Ma c’è di più: la maggior parte degli insegnanti dichiara che i genitori sono troppo preoccupati a difendere i figli, più che interessarsi del loro reale andamento scolastico.

Io non penso, certo, di poter risolvere il problema, ma vorrei dare il mio contributo nell’esaminarlo.

Una delle “regole” utili nelle situazioni di contrasto è la seguente:

  • per trovare un accordo bisogna trovare qualche punto in comune, per superare un contrasto bisogna lavorare su ciò che lo provoca

Il “punto in comune” più logico e ovvio, che dovrebbe esistere tra genitori e insegnanti, è il bene dello studente. Ma questo vale solo se alla base c’è la convinzione, comune a genitori e insegnanti, che l’apprendimento e il rendimento scolastico siano parte essenziale del bene dello studente.

Invece, almeno apparentemente, è proprio questo il presupposto decaduto.

La “società” non crede più all’utilità dell’apprendimento scolastico. La cultura non è più un valore di per sé, e il “pezzo di carta” non vale più come supporto lavorativo.

Inutile affermare che, almeno io, la penso diversamente.

Ed è anche impensabile che il singolo insegnante, o la singola scuola, possa mutare l’opinione di un’intera società.

È guerra persa, allora?

Tutt’altro!

Ogni genitore con un comportamento sfiduciato nei confronti delle scuola aggiunge, ad un cambiamento della società, i suoi elementi peculiari, dettati dalle sue esperienze e motivazioni.

Quando non è possibile cambiare il mondo possiamo adattarci, o almeno provarci.

Nella situazione scolastica questo vorrebbe dire che anche gli insegnati si disinteressano dell’andamento scolastico degli alunni, e si limitano ad accontentare i genitori riducendo i compiti, offrendo votazioni non meritate e così via.

Ma fortunatamente c’è un’alternativa.

Esaminando mano a mano ciò che ha portato i genitori al comportamento indesiderato è possibile, con calma e pazienza, indurre i singoli a cambiare atteggiamento.

Questo corrisponde al concetto che, se non possiamo cambiare il mondo, possiamo però migliorare costantemente il pezzetto, più o meno grande, di mondo con cui veniamo a contatto.

Ci vogliono pazienza, costanza e dialogo. Una volta scoperto cosa realmente disturba il singolo genitore bisogna trovare un punto di contatto, qualcosa che si condivide, e far leva su questo fino a creare una nuova “complicità”.

In comunicazione queste tecniche vengono definite di ricalco (trovare punti di contatto, creare empatia) e guida.

Ogni situazione richiede un’analisi e una strategia.

Difficile, ma non impossibile, che un insegnante possa far cambiare atteggiamento a tutti i genitori di tutti gli alunni.

È quindi raccomandabile che l’insegnante costruisca un esercito di alleati, cercandoli tra i colleghi, tra i genitori e tra gli alunni stessi.