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Dalla comunicazione alla gestione

Dalla comunicazione alla gestione - Didattica & Comunicazione

Comunicare significa comprendere e farsi capire. Il passo successivo è la gestione.

Il primo passo per relazioni umane positive e costruttive, anche con se stessi, è quello di imparare a comunicare: a questo servono le tecniche di comunicazione.

Eppure raramente ci limitiamo a comunicare, anche ammesso che abbiamo imparato come farlo. In genere abbiamo bisogno di fare un passo in più e gestire le nostre relazioni umane.

Spesso associamo al verbo gestire un concetto di manipolazione, ma le due cose hanno ben poco in comune. Nel manipolare c’è un intento negativo, la volontà di sopraffare la volontà altrui, condizionandola e sottomettendola alla nostra.

Gestire, invece, al di là del significato manageriale, ha una doppia implicazione: scegliere modi e tempi e comprendere le conseguenze delle azioni.

Prendendo un esempio dalla vita quotidiana, possiamo manipolare un figlio condizionandone la vita e i pensieri o possiamo gestirlo, scegliendo il momento e il modo migliore per dialogare, per sgridare e per aiutarlo a raggiungere i suoi obiettivi. I suoi, non i nostri.

Le tecniche di comunicazione, come la PNL, la psicodinamica, e altre di cui parliamo in questo sito, sono sostanzialmente anche alla base delle tecniche di gestione, con qualche aggiunta di tecniche ad hoc. E allora cosa cambia, davvero, tra la comunicazione e la gestione?

Secondo me, ed è un parere personale, cambia soprattutto la visione, la capacità di avere un quadro globale delle persone e delle situazioni e applicare le competenze per creare una realtà complessa positiva. Certo, ci sono persone che dirigono e ritengono di gestire lanciando semplicemente comandi a casaccio, o approfittando della loro posizione per piegare gli altri al loro volere o, più frequentemente, sottometterli al loro controllo. Ma questa non è gestione, a mio parere.

Per passare dalla comunicazione alla gestione servono vedute più ampie, maggiore comprensione delle azioni e delle conseguenze, dei legami tra avvenimenti e tra emozioni. E, inevitabilmente, maggior senso di responsabilità e volontà di mettersi in gioco.