Home » Scuola e Comunicazione » Cos’hanno in comune Jean-Jaques Rousseau e la PNL?

Cos’hanno in comune Jean-Jaques Rousseau e la PNL?

Cos’hanno in comune Jean-Jaques Rousseau e la PNL? - Didattica & Comunicazione

Il concetto di Rousseau sulla bontà della natura umana e il principio base della PNL sistemica

Tra i miei ricordi scolastici emerge Jean-Jaques Rousseau e il mito del buon selvaggio.

La PNL esprime da qualche anno un concetto analogo, ovviamente rinnovato dagli studi sui comportamenti umani: tutti i nostri comportamenti hanno finalità positive, o almeno le avevano nel momento in cui sono stati attivati.

I problemi si aprono poi nella ripetitività degli schemi comportamentali che, una volta appresi, vengono pedissequamente ripetuti ogni qual volta si ritiene di essere in situazione analoga.

Questo concetto apre ad un’ulteriore conferma dell’importanza della flessibilità: essere aperti a  nuovi comportamenti ed a rivedere le abitudini per affrontare nuove realtà.

Ma apre anche la strada ad una diversa modalità per capire degli altri.

A volte è palese il vantaggio che gli altri vogliono trarre da un certo comportamento: c’è chi fa il furbo, chi vuole approfittare. Si tratta di vantaggi chiari, evidenti.

Altre volte è più complesso capire quale vantaggio una persona può trarre da un certo comportamento.

In questo campo rientrano generalmente l’aggressività, spesso usata per difendersi dalla paura, e il grande campo della maleducazione, che in fondo può essere una particolare forma di aggressività.

Vorrei essere chiara: non ritengo che questi, e altri comportamenti simili, siano da giustificare in nome di una strana forma di buonismo, ma credo che se siamo costretti (dalla nostra stessa volontà, ovviamente) ad interagire con persone che mostrano questi comportamenti, sia utilissimo porsi la domanda: “che vantaggio vorrà trarre da questo comportamento?”.

Con questo meccanismo diventa più semplice l’interazione. Ad esempio un arrogante potrebbe, in realtà, mascherare le sue insicurezze perché si sente vulnerabile, o invaderci con la sua sicurezza perché è l’unica che ha. E, se proprio dobbiamo averci a che fare, diventa più facile neutralizzarlo rafforzando il suo ego piuttosto che innescare una rissa, perché lui non molla, perché togliergli quell’unica sicurezza significa distruggerlo.

Ma un meccanismo simile funziona anche verso noi stessi. E ne parleremo prossimamente.